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ULTIME EDIZIONI OSSERVATORIO SUL NORDEST |
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Vendita alcool per asporto (29 luglio 2026)
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Resta alta ma perde quota la consapevolezza sul cambiamento climatico (8 luglio 2026)
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Il Veneto e l'autonomia differenziata (1 luglio 2026)
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ULTIME EDIZIONI RAPPORTO SULLA SOCIETÀ VICENTINA |
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X Rapporto Demos & Pi per Associazione Industriali Provincia di Vicenza (21 luglio 2011 - file pdf)
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ULTIME EDIZIONI RAPPORTO SULL'ALTO VICENTINO |
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Rapporto 2005 (giugno 2005 - file pdf)
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Rapporto 2004 (gennaio 2004 - file pdf)
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Rapporto 2002 (giugno 2002 - file pdf)
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ULTIME EDIZIONI IL CIVISMO NEL NORDEST |
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Rapporto 2007 (gennaio 2007 - file pdf)
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Rapporto 2005 (gennaio 2005 - file pdf)
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ULTIME EDIZIONI ALTRE RICERCHE |
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A causa della crisi troppi non si curano (25 marzo 2026)
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Regionali 2015 - le stime di voto per il Veneto (15 maggio 2015)
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Il Veneto e la lega (9 marzo 2015)
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OSSERVATORIO SUL NORD EST - VENDITA ALCOOL PER ASPORTO
Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento. |
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PROIBIRE L'ALCOL PER STRADA? A NORD EST L'80% DICE DI Sì [di Natascia Porcellato]
In un’epoca in cui il confine tra libertà individuale e convivenza civile nelle piazze viene costantemente ridefinito, il dibattito sul divieto di consumo di alcolici negli spazi pubblici torna a interrogare la comunità nordestina. L’Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino di oggi prova a misurare questa complessa sensibilità, legata al bisogno di sicurezza e tutela del decoro urbano e alle trasformazioni della movida. I dati elaborati da Demos restituiscono un orientamento piuttosto chiaro: di fronte alle esperienze europee che hanno risposto a questo dilemma vietando il consumo di alcolici per le strade, il 77% dei nordestini considera questi provvedimenti «necessari» per prevenire possibili eccessi serali, mentre il 23% li reputa «eccessivo». La necessità di regolamentazione trova un riscontro ancora più diretto quando ci si sposta sul proprio Comune: l’80% si dichiara infatti favorevole all’introduzione di limitazioni simili nella propria città, contro un 20% di contrari.
Ma come si articolano questi orientamenti nella società? L’aspetto più significativo sembra essere una profonda trasversalità sociale: in ogni categoria analizzata, infatti, il favore all’introduzione di una normativa simile nel proprio territorio si mantiene ampiamente maggioritario.
L’esigenza di porre argini ai disordini notturni appare avvertita con particolare forza dalla popolazione femminile, dove le favorevoli alla norma locale raggiungono l’86%, a fronte del 73% registrato tra gli uomini. L’analisi per classi d’età mostra come il consenso si consolidi al crescere degli anni, pur partendo da basi ampiamente solide anche tra i più giovani: tra i 18-29enni i favorevoli sono infatti il 73%, quota che sale all’80% tra i 30-54enni e raggiunge l’81-82% tra gli over 55. Guardando al livello di istruzione, poi, possiamo vedere come l’idea di limitare il consumo di alcolici in aree pubbliche sia condivisa dall’84% di chi è in possesso di una licenza media, mentre si attesta al 75% tra chi ha conseguito un diploma o una laurea.
Interessante inoltre è osservare come l’adesione all’ipotesi del divieto si mantenga su quote decisamente elevate in qualsiasi contesto urbano: nei centri di piccola e media grandezza, infatti, i favorevoli superano l’80% (rispettivamente: 81% e 83%), ma anche nelle grandi città il consenso si attesta al 73%.
Infine, la variabile politica conferma un’adesione diffusa che travalica i tradizionali schieramenti partitici. L’introduzione del divieto nel proprio territorio incassa un appoggio più marcato tra gli elettori che guardano al centrodestra (Forza Italia, 94%; Futuro Nazionale, 84%; Lega, 82%; Fratelli d’Italia, 79%) ma trova ampia condivisione anche tra chi voterebbe per formazioni moderate o di centrosinistra (Azione, 76%; Movimento 5 Stelle, 74%; Partito Democratico, 73%; Alleanza Verdi Sinistra, 60%).
Nel complesso, i nordestini sembrano interpretare queste restrizioni non tanto come punizioni, bensì come un tentativo per riequilibrare il diritto al divertimento con il diritto alla quiete pubblica. Resta da capire se le ordinanze anti-alcol rappresentino una risposta risolutiva, oppure se non spostino, semplicemente, il problema qualche via, o Paese, più in là.
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NOTA INFORMATIVA
L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 15 e il 19 giugno 2026 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1.000 persone (rifiuti: 9543; sostituzioni: 32344), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,1%) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più. Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it
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