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ULTIME MAPPE |
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Cresce la paura dello straniero cavalcata dagli slogan della Lega (3 agosto 2026)
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Elezione diretta del premier: il no del 53% degli italiani (27 luglio 2026)
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La perdita di fiducia nell’Europa. Solo i giovani credono nell’Unione (6 luglio 2026)
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Mattarella faro degli italiani, piace anche a chi vota a destra (1 giugno 2026)
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LE MAPPE DI ILVO DIAMANTI
La geografia degli orientamenti culturali, sociali e politici degli italiani, tracciata dagli articoli di Ilvo Diamanti per La Repubblica. |
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TERZO MANDATO, IL NO DEGLI ITALIANI MA NEL NORD EST RECORD DEI FAVOREVOLI [La Repubblica, 27 ottobre 2025]
Ci avviamo a un nuovo appuntamento elettorale, dopo il voto alle Regionali che, nelle Marche, in Toscana e in Calabria ha riconfermato i presidenti uscenti. Ciò che non potrà avvenire nel Veneto, in Campania e in Puglia. Dove i governatori uscenti non potranno rigovernare la Regione. Per il vincolo del “terzo mandato”. Che, per questo motivo, oggi assume grande rilievo. E attualità.
Il sondaggio condotto da Demos, comunque, sottolinea come l’argomento sia condiviso dalla maggioranza degli italiani. Quasi 6 cittadini su 10, infatti, ritengono giusto “vietare il terzo mandato”. Il 38%, al contrario, pensa che andrebbe “consentito”. Le ragioni che spiegano questo orientamento sono diverse. E hanno spiegazioni “politiche”, ma, anzitutto, “anti-politiche”. In quanto riflettono il sentimento diffuso che, da molti anni, ha spinto i cittadini a prendere le distanze dalla scena politica. E dagli attori che la occupano. È comunque significativo il profilo tracciato dalla mappa geo-politica. Nella quale emerge la specifica presenza di persone favorevoli al terzo mandato. In alcune aree. In particolare, nel Nord Est. In altre parole: “la terra di Zaia”.
Dove la quota di chi si oppone a questa prospettiva è minoritaria. Ma non di molto. Raggiunge, infatti, il 46%. E risulta, così, la più ampia, in Italia. Un territorio specifico. Anzi: “speciale”. Visto che intorno al Veneto vi sono Regioni a statuto “speciale”. Una situazione che il governatore vorrebbe riprodurre. E per questo, al di là dell’impossibilità di potersi riaffermare come governatore, Zaia intende utilizzare queste elezioni come un’occasione per riaffermarsi. Una sorta di “referendum” sulla sua guida, che dura da molto tempo. D’altronde, nel suo caso si dovrebbe parlare di “quarto mandato”, visto che è in carica dal 2010. Ma la legge nazionale del “doppio mandato”, in Veneto è entrata in vigore dal 2012. E l’intenzione del governatore (che continua a godere di consenso elevatissimo, come mostrano i sondaggi di Demos) è di andare “oltre”.
Se si valutano gli orientamenti in base alla posizione politica e alla preferenza di partito si delinea un profilo sostanzialmente chiaro e definito. Riflette la divisione fra maggioranza e opposizione. Il grado maggiore di scetticismo nei confronti del “terzo mandato” si osserva fra gli elettori dei partiti di opposizione. Il Pd, in primo luogo. E, quindi, il M5s. “All’opposto”, nella base dei partiti di governo cresce il consenso per l’istituzione del terzo mandato. Soprattutto fra chi vota per i FdI. Unico elettorato che proponga un sostegno al terzo mandato maggioritario: 51%. Quasi il doppio, rispetto al Pd (27%).
Questi indici, comunque, riflettono il peso e il ruolo dei leader. Giorgia Meloni, infatti, nel sondaggio di Demos dello scorso settembre, risulta la più apprezzata fra i leader politici italiani. Anche se il gradimento nei suoi confronti è in sensibile calo rispetto all’anno precedente. Pur restando la più gradita, scende, infatti, dal 43% al 37%. Ma rimane oltre 10 punti sopra alla segretaria del Pd, Elly Schlein.
Anche per questa ragione il percorso verso le prossime elezioni Regionali è importante. Perché induce a guardare oltre il presente. Oltre domani. Verso il futuro. Un futuro che, in Italia, è segnato da numerosi appuntamenti elettorali. Già dalla primavera del 2026, quando si dovrebbe votare in numerose città, molto importanti. Fra le altre: Roma, Milano, Bologna, Torino e Trieste. Fino alle elezioni politiche, che avranno luogo nel 2027.
Insomma: ci attende un election day senza sosta. Un mese dopo l’altro. Un anno dopo l’altro
Il “terzo mandato” diventa, così, un passaggio importante verso un percorso lungo e impegnativo. Senza un orizzonte definito e definitivo. In una scena politica senza attori definiti e definitivi. Anche per questa ragione conviene guardare avanti con prudenza. È meglio, semmai, guardarsi intorno. Per capire quali siano davvero gli attori che si confrontano sulla scena politica. Leader e, prima ancora, partiti. Visto che ormai si sono identificati. I partiti sono...partiti. E i leader, da soli, non durano molto. Per questo spingono verso “nuovi mandati”. Con il rischio, per tutti noi, di non sapere ... dove finiremo.
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