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LE MAPPE DI ILVO DIAMANTI

La geografia degli orientamenti culturali, sociali e politici degli italiani, tracciata dagli articoli di Ilvo Diamanti per La Repubblica.
GLI ITALIANI E I MIGRANTI “PREOCCUPANO ANCORA MA NON RUBANO IL LAVORO”
[La Repubblica, 18 marzo 2024]

Gli immigrati continuano a costituire un motivo di preoccupazione per gli italiani. Nonostante i tentativi del governo di frenare o differire le "migrazioni". Dirottandoli verso altri porti e altre destinazioni. Verso altri Paesi. L'Albania, per esempio, come prevede l'accordo fra Giorgia Meloni con il primo ministro Edi Rama. Un progetto che non è stato approvato dalla Corte Europea. Nel frattempo, però, i viaggi dai porti del Mediterraneo verso l'Italia proseguono. Frequenti. Perché le condizioni e la situazione dei Paesi di "partenza" non sono cambiate. Mentre le bande di scafisti che gestiscono questi "viaggi della disperazione" proseguono nella loro "impresa". Senza rallentamenti. Così, non sorprende che gli immigrati continuino a generare inquietudine fra gli italiani. In misura crescente. Come rileva un sondaggio recente condotto da Demos per Repubblica . Il grado di preoccupazione nei loro confronti, infatti, negli ultimi mesi ha raggiunto indici che non si osservavano dal 2007. Parallelamente, è cresciuta la loro visibilità "mediatica", come ha rilevato, nei suoi periodici rapporti, l'Associazione "Carta di Roma".

Peraltro, appare evidente come il timore nei loro riguardi sia in relazione diretta con gli "appuntamenti elettorali". A maggior ragione, dopo l'affermazione di Matteo Salvini, che, nello scorso decennio, ha utilizzato la paura degli immigrati come uno dei principali argomenti della sua "campagna elettorale permanente". Con successo, fino all'irruzione di altre paure. Anzitutto: il "Covid", che ha colpito alcune regioni dove la Lega ha le sue basi di consenso. Nel Nord e nel Nord Est, in particolare. In seguito; le guerre. Prima, in Ucraina, non lontano dai nostri confini. E, quindi, in Medio Oriente. In Israele e Palestina. Mentre il Virus, nel frattempo, è stato contrastato dai vaccini. Tuttavia, negli ultimi due anni, gli sbarchi sulle coste italiane sono sensibilmente aumentati, secondo i dati pubblicati dal Viminale. Raggiungendo livelli analoghi a quelli rilevati nella metà dello scorso decennio. Così, nel 2023, gli immigrati hanno ripreso spazio sui media. La questione, comunque, non ha ottenuto la stessa attenzione "politica" del passato. Anche recente. D'altronde, secondo il "Rapporto dell'Osservatorio europeo sulla sicurezza" di Demos- Unipolis, pubblicato nei mesi scorsi, solo il 6% degli italiani considera gli immigrati il problema "prioritario". Non solo per l'emergere di altre questioni, ma perché è cambiato il quadro politico.

In particolare, la composizione della maggioranza al governo. Che comprende partiti che, in passato, hanno utilizzato i migranti come argomento di polemica. La Lega, in primo luogo. Insieme agli altri soggetti politici di Centro Destra. Guidati daiFdI di Giorgia Meloni. Ancora oggi, come mostra il sondaggio di Demos, i loro elettori esprimono un grado di inquietudine elevato, verso i migranti. Ma, come ha osservato Fabio Bordignon sui quotidiani NEM, si tratta di un "tema pericoloso da maneggiare quando ci si trova al governo. Specie se accompagnati da partner scomodi".

Le forze di Centro-Sinistra, nel frattempo, sono divenute "minoranza". Un "Campo non abbastanza largo" per governare. Peraltro, "diviso, più che con-diviso". Anche su questo tema, viste le differenze fra gli elettori del M5s e del Centro-Sinistra. I meno preoccupati.

Gli immigrati hanno, comunque, mantenuto un posto significativo sulla "scena delle paure", visto che oggi metà degli italiani li considera un "pericolo per l'ordine pubblico e la sicurezza delle persone". Il 38% una "minaccia alla nostra cultura e alla nostra religione". Mentre è più ridotta la quota di quanti li ritengono "una minaccia per l'occupazione". Probabilmente perché è divenuto evidente, alla maggioranza dei cittadini, quanto gli immigrati siano necessari alla nostra economia. Alle nostre imprese.

Tuttavia, è probabile che questo timore si diffonda nuovamente, nel prossimo p eriodo. La principale ragione è che, ormai, siamo entrati in campagna elettorale. Nelle ultime settimane, infatti, si è votato per rinnovare i "governi" e i Consigli regionali. Prima, in Sardegna, quindi, in Abruzzo. E, tra un mese, si voterà in Basilicata. Contesti nei quali la "paura dello straniero" non costituisce un tema prioritario.

Tuttavia, ormai, ogni evento elettorale, dovunque avvenga, ha riflessi più ampi. Tanto più quando anticipa un'occasione che ha proiezione nazionale - e oltre. Ci riferiamo, ovviamente, alle elezioni europee, che avranno luogo, in Italia, i prossimi 8 e 9 giugno.

È, quindi, lecito attendersi che lo straniero torni fra noi. Non solo fisicamente. Anche come "parola chiave" del dibattito politico e sociale. Tuttavia, proprio per questo è importante evitare di ridurlo a un argomento polemico. Per non diventare "noi stessi stranieri a noi stessi".

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