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LE MAPPE DI ILVO DIAMANTI

La geografia degli orientamenti culturali, sociali e politici degli italiani, tracciata dagli articoli di Ilvo Diamanti per La Repubblica.
MENO TASSE A CHI FA FIGLI GLI AIUTI ALLA FAMIGLIA UNISCONO GLI ITALIANI
[La Repubblica, 8 maggio 2023]

La questione dem ografica, in Italia, è particolarmente sentita, come sottolinea un recente sondaggio di Demos. D'altronde, il nostro Paese nel 2022 ha registrato un calo delle nascite senza precedenti. E la popolazione è scesa sotto la soglia dei 59 milioni, nonostante il contributo del saldo migratorio. Parallelamente, è proseguito il percorso di invecchiamento. I dati dell'Istat, al proposito, sono chiari. La popolazione di 65 anni e oltre in Italia rappresenta il 23% del totale. Al contrario, quella fino a 20 anni di età il 18%. Infine, i bambini, con meno di 14 anni, sono il 13%. Nell'insieme, le persone comprese nella fascia 15-64 anni, in Italia, costituiscono il 64% mentre l'età media si è avvicinata al traguardo dei 46 anni. Questi dati contribuiscono a spiegare come l'Italia sia il Paese europeo con il maggior calo di popolazione. Nel 2022. In altri termini: non è un Paese "di" giovani e neppure "per" giovani.

È, dunque, comprensibile perché il governo abbia avviato alcune iniziative finalizzate all'incremento demografico. Puntando sul sostegno alle famiglie. Peraltro, nei prossimi giorni, a Roma avranno luogo gli "Stati generali della natalità", giunti alla terza edizione. Un evento al quale hanno dato adesione numerose figure di primo piano. Della politica e delle istituzioni.
Di ogni parte politica. Fra gli altri, la (il?) presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e la segretaria del Pd, Elly Schlein. Il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei).

Ma, soprattutto, Papa Francesco. Una presenza trasversale. Perché la questione coinvolge l'attenzione di ambienti diversi.

Come mostra il recente sondaggio condotto da Demos, che ha posto a un campione rappresentativo della popolazione un quesito esplicito. Per verificare le opinioni verso la scelta di "Favorire le nascite tagliando le tasse alle famiglie per ogni figlio in più". Il consenso rilevato al proposito appare molto ampio. Coinvolge, infatti, il 72% degli intervistati.

Senza differenze evidenti, fra le diverse componenti considerate.

È, comunque, interessante osservare come, per quanto di poco, la preoccupazione "demografica" prevalga, anzitutto, fra le "classi demografiche" adulte e anziane. Soprattutto, oltre i 65 anni. Quando sfiora l'80%. L'attenzione a favorire le nascite si ridimensiona un po' quando si scende sotto i 45 anni. "Il futuro" sembra, quindi, suscitare più inquietudine fra coloro per i quali costituisce un orizzonte più limitato. Perché l'hanno "passato" da tempo. E, per questo, sono impegnati ad affrontare, anzitutto, il presente. Che diventa, di giorno in giorno, più faticoso.

L'importanza di "fare figli" è percepita maggiormente, anche in base alla pratica religiosa. Seppure in misura limitata. Mentre, nel sondaggio di Demos, si ripropone la "questione politica". In altri termini, l'importanza dell'orientamento di voto verso i principali partiti. Che riproduce la distinzione tra forze di governo e di opposizione. Centro- Destra e Centro-Sinistra. Fra glielettori di Forza Italia, in particolare, emerge un consenso quasi unanime: 94%. Oltre 10 punti sopra il livello, comunque elevatissimo, che si osserva nella base dei Fratelli d'Italia e della Lega. Mentre il sostegno alle "misure economiche" perincentivare la natalità appare più limitato tra chi vota per il Pd e, soprattutto, per il M5S. In entrambi i casi, però, ci troviamo di fronte a un grado di approvazione molto largo. A conferma che la questione demografica è percepita come una necessitàda affrontare. Tuttavia, è possibile richiamare anche una spiegazione diversa. Non necessariamente alternativa. Un consenso tanto esteso e diffuso, infatti, suggerisce come il tema della natalità non costituisca una vera "frattura". Sul piano politico e generazionale. In un Paese di anziani, dove i giovani sono sempre meno e spesso se ne vanno in altri Paesi alla ricerca di lavoro. Guardare avanti, verso il futuro: è difficile. Perché il futuro riguarda componenti della popolazione sempre più ridotte. Così il vero rischio è che la questione demografica non sollevi grande interesse. Perché riguarda componenti ridotte e in continuo calo. In particolare, i giovani. Che non hanno voce per farsi ascoltare. E preferiscono, spesso, muoversi in altra direzione. Oltre i nostri confini. Ma i giovani sono il (nostro) futuro. Che, in questo modo, diventa un problema. Perché...è già passato.

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